Origine e Identità
Chi Siamo
Nel cuore dell'Isola più remota dell'Arcipelago Perduto, lì dove il Villaggio di Samsara si erge come primo baluardo di Ardania contro le entità maligne, un gruppo di uomini e donne erranti ha scelto di stabilirsi non per riposare, ma per vegliare.
Al principio erano Samsariani di nascita, figli del vento e della polvere, artisti di strada, idealisti e lavoratori che, dopo aver completato i loro viaggi e concluso affari in ogni angolo dei regni conosciuti, hanno sentito il richiamo della famiglia. Facendo ritorno a casa, hanno montato le loro tende sotto il cielo dell'arcipelago, scoprendo che la libertà che tanto amavano era minacciata da un male che continuava a crescere tra le cave di Kur Nughul.
Con il tempo, altri spiriti liberi si sono uniti attorno al loro fuoco, attratti dal calore di una fratellanza che non conosce confini di sangue ma solo d'intento. Insieme hanno condiviso lo spirito combattivo di un popolo antico, l'astuzia del mercante che non teme l'azzardo e la spavalderia di chi affronta l'ignoto con un sorriso e una lama pronta.
Il Nome
Oggi, questa comunione di intenti si consolida nella Compagnia della Ghironda. Scelgono questo nome perché, come lo strumento del loro folclore, la Compagnia è l'insieme di pezzi scompagnati che insieme trovano un'armonia inaspettata. Non sono un esercito di soldati, ma una carovana di colori contro le tenebre. Sono il rumore della festa che scaccia il silenzio del terrore; La mano scaltra che ruba il segreto al maligno per volgerlo contro di lui.
Lo Spirito
Mentre i regni di Ardania si rifugiano dietro mura di pietra, i samsariani restano sulla soglia del baratro. Non lo fanno per eroismo o per spregio, ma come spiriti liberi che si rifiutano di smettere di ridere solo perché l'inferno ha deciso di emergere.
Finché una tenda resterà in piedi o un samsariano avrà fiato per cantare, la Libertà rimarrà un baluardo inespugnabile dall'Oscurità.
Obiettivo e Organizzazione
Gli Obiettivi
Lo scopo della Compagnia della Ghironda è ampliare le proprie conoscenze sulle entità maligne che popolano Ardania, in particolare sulla razza demoniaca, con l'obiettivo di contrastare, dominare o distruggere ogni esemplare che incontrano sul loro cammino. Tale obiettivo è accompagnato da uno spiccato interesse per il commercio: i samsariani non si limitano alla caccia e alle esplorazioni ma coltivano fitte reti di scambio con altri popoli, sia per l'arricchimento personale che per il sostentamento del proprio insediamento.
La Struttura
Non sono organizzati in una rigida gerarchia ma ogni elemento ha la sua importanza e ricoprire il ruolo che più si addice alle sue capacità e alle esigenze del Campo, ci sono coloro che affinano maggiormente l'arte del combattimento, chi si occupa dei rapporti commerciali e chi è più dedito agli studi. Si fanno chiamare "Krujal", termine che un demone utilizzò una volta per schernirli, definendoli in modo dispregiativo "girotondi", ma che loro adottarono con orgoglio dopo averlo sconfitto. Le decisioni vengono prese insieme con le modalità più disparate, dalle discussioni accese, alle sfide e perfino scommesse per poi essere rappresentate da un Portavoce, solitamente il più morigerato del gruppo. Tuttavia, non viene mai tollerato chi compromette l'armonia e la sicurezza del campo.
Usi e Costumi
Apertura e Tolleranza
La Compagnia della Ghironda accoglie uomini e donne di ogni provenienza e religione, promuovendo l'apertura verso il mondo e i suoi popoli e la conoscenza di culture diverse.
Influenza Samsariana
Essendo una compagnia fondata da Samsariani, i suoi membri subiscono fortemente l'influenza delle credenze del popolo dei Vaghi, sia chi lo è di sangue che non, e per questo motivo molte loro abitudini sono accompagnate da piccoli rituali scaramantici.
Bottino e Fiamme
Sono inoltre soliti, durante le loro cacce, spogliare i corpi dei demoni di ogni loro possedimento, che siano essi reagenti, tomi o preziosi, per poi bruciare in una grossa pira tutto ciò che non è utile al campo e ai loro studi, per essere certi di privare il maligno anche della più piccola fonte che possa contribuire alla sua crescita.